2.10.16

Collage to Lancillotto Bellini



Qualcuno ti ascolta?
Qualcuno ti guarda?

Riunisci i tuoi sogni
in un disegno strabico
trasforma la tua paura
nel piacere di parlare
con chi ti vuole ascoltare.

30.9.16

Collage to Luc Fierenz



non raccolgo mentine o giuggiole dal marciapiede
non guardo di traverso le camionette sul piazzale
non trascorro le mie giornate nei bar
non mi ricordo di dettare appunti inutili.
Invio carte colorate.

4.6.16

Postcard received from Terry Cazzaro


Nella vigna, giù,
la sporta già piena
si nascosero dietro 
la loro frequenza.
"Clifden, Clifden"
volevamo raggiungerla
ma era troppo singolare
ed il suo verbo troppo oscuro.

Pierpaolo Limongelli 15/10/1985

15.4.16

Nei giardini a scale



Presagisce trasferimenti,
trasferisce gli splendidi veli
per trasparenza
nei giardini a scale.
Si incaglia tra le pietre del ponte
al centro della sua estate
lontano tra le sponde
e non importa che
vai camminando nel senso contrario.
Le ceneri  geroglifiche
divorano la bussola tersa.

31.3.16

Parole senza sosta


Lunghissimo e prepotente
Frugare la terra, ansia
Di parole senza sosta
Raccoglierò tra le braccia
Mentre noi ci
Sgretoliamo, armonici

24.3.16

Accartocciato


Il verde dei cuscini e
Delle parole scritte, stanche. Un ricordo
Accartocciato
Non ci sono più parole, Solo clamore e dolore
Spezzate vite.

23.3.16

Assoluta fissità



Orfano della tua lingua
In una assoluta fissità
Vedo vesti ottocentesche
Vedo vetri incriminati,
Come sulla labile pagina
Scompare l'onda.

21.3.16

Alate, sanguinanti


Sono sui muri,
In un giorno che non
C'è più, avvolgenti, alate, sanguinanti.
Nel nome rimangono
Custodite per sempre,
Le paure del passato.

18.3.16

Sorriso profondo






Con chiodi bagnati
Maschili e femminili
Hai costruito per me
Il tuo sorriso profondo
E nel silenzio prende forma, una folla di spartiti.

17.3.16

curiosità viola



Gusta la luce interna
Dentro lo stretto bosco
Frequente curiosità viola
Maldestra cura
Treno chimico iridato
Relitto finale di carriola

6.3.16

Postcard to Pier Roberto Bassi



Linea immaginaria
demarcazione sottile
loro ed io
distanza di sicurezza
tu e lui
territorio comune ma estraneo
pensiero di ansia espressiva. 

24.2.16

Recensione di Antonella Di Giulio


Retro/Visioni
– mostra personale a Monopoli –
Osteria Vigna del Mar – ottobre 2001- febbraio 2002

Pierpaolo Limongelli è nato a Bari nel 1959 dove ha abitato fino al 1996. A parte qualche attività sportiva nella squadra di pallacanestro della sua scuola, il liceo-ginnasio Quinto Orazio Flacco, gli interessi che hanno occupato la sua adolescenza sono stati legati alla musica, in particolare quella che verso la fine degli anni settanta affluiva copiosa dal mondo anglosassone ed oltreoceano ascoltando e, a volte collaborando con propri nastri registrati, a trasmissioni radiofoniche locali. Ma interessante per la sua formazione è stata anche la sua partecipazione ai movimenti democratici e non-violenti che i quegli stessi anni tentavano di elaborare nuovi contenuti sociali e politici per generazioni passate e a venire.
L'approccio all'espressività comunicativa si presenta tardivamente quasi certamente come risultato di un lungo periodo di ricerca non solo all'interno di sé, per scoprire la vera essenza dell'essere, ma anche per affrontare e capire la necessità che abbiamo di comunicare con gli altri nei vari stadi della nostra esperienza di socialità.
Significativa è a questo proposito la sua partecipazione a tantissimi progetti nazionali ed internazionali di Mail Art, cioè Arte Postale e l'organizzazione di alcuni progetti di Mail Art qui in Puglia.
Nel 1995 a Polignano a Mare nella Galleria Pino Pascali ( ex chiesa di Santo Stefano) ha tenuto una mostra di suoi lavori intitolata “ In memoria del Duca delle Prugne”, un omaggio a Frank Zappa.
Da qualche anno vive a Monopoli dove gestisce un piccolo laboratorio artigianale di manufatti in cuoio.

I colori e le forme sono le materie prime che compongono l'immaginario figurativo dei suoi lavori. Una forma di comunicazione che non sempre riesce ad articolarsi in messaggi ben strutturati e consequenziali poiché il punto di partenza come quello di arrivo è l'ascolto di quanto di informe e confuso l'anima raccoglie. Infatti molto vasto è il dominio dell'interiorità che si plasma sulla realtà che ci circonda alimentandosi dei piccoli quanto dei grandi passaggi che compiamo nel cammino di sempre. A volte sono alcuni ritagli di questa realtà, non sempre facile da interpretare o almeno da capire, a svelarci il senso della nostra esperienza.
Così il messaggio del collage è contemporaneamente quello di non lasciarci sfuggire nulla dei molteplici significati dell'esperienza, del “tutto inglobare”, ma anche di iniziare la propria comunicazione proprio da ciò che è ormai stato scartato, eliminato o finanche consumato.
A noi tutti è noto quanto il messaggio della vita “attiva” sia quello della scelta, della selezione che sa come scartare l'inutile, il brutto, il semplice, il banale. Dunque creare con le parole, i suoni, le immagini, gli oggetti è atto attivo di sviluppo della “bellezza” secondo i canali personali e della storia.
Ma spesso la bellezza può essere soltanto un'idea di un qualcosa che abbiamo già “passato” al mondo e il reinventarla ci richiede di uno sforzo creativo che non si è riconcesso a richiesta.
E allora, forse diventa più necessario riportare e trasportare quella molteplicità dei frammenti, dei ritagli di forme e delle macchie di colore, dei rumori che passivamente sono riflettute nei nostri sogni, che affollano la nostra immaginazione e che ingenuamente crediamo di riconoscere come nostre, nella vita di tutti i giorni.
In questa mostra intitolata “Retro/Visioni” sono raccolti che appartengono a diversi momenti e a diversi luoghi in cui si riflettono diversi immagazzinamenti di sensazioni ed anche la ricerca di nuovi materiali da mescolare con il colore che rimane sempre il principale ingrediente dei dipinti.


Antonella DiGiulio


In memoria del duca delle prugne








In memoria del duca delle prugne
– mostra personale a Polignano a Mare –
3 giugno/ 8 giugno 1995


Ebbene signore e signori cari, mi presento. Il mio nome è Pierpaolo il mio cognome Limongelli. Sono nato il 13 dicembre 1959 in quel di Bari, ho cominciato le mie esternazioni durante il liceo classico. Preparavo piccoli collages e scrivevo piccoli racconti. Poi ho scritto piccole poesie e nel frattempo ho ascoltato e assorbito tanta ma tanta ma tanta musica. Il mondo magico dei suoni mi ha fatto conoscere tante persone diverse, come sono diversi i suoni. Tra tutti questi suoni alcuni mi hanno guidato più di altri, regalandomi emozioni bellissime, rivelandomi la possibilità di poter esprimere ciò che dentro preme con ironia e leggerezza, con acutezza ed essenzialità. I suoni, e non solo quelli, di cui sto parlando sono quelli di Francis Vincent Zappa. Questo ineffabile genio del XX secolo, infatti, iniziando le sue scorribande nel 1965 con provocazioni musicali e poetiche ha finito la sua intensa vita componendo musica classica contemporanea, percorrendo praticamente tutte le vie musicali possibili, sempre estraneo a qualsiasi omologazione. Giocando seriamente con i suoni ha denunciato le nefandezze dell'america way of life, ma anche le facili vie di fuga di quel mondo dei figli dei fiori che aveva il suo centro magico a San Francisco. In una delle sue dichiarazioni “ Mi piace l'idea di una musica in cui sia possibile battere il piede a tempo e ascoltare contemporaneamente cose che si muovono in irritante contrasto con il ritmo di base.” mi ritrovo pienamente.
Il mio avvicinarmi alla realizzazione di lavori di immagine è stato graduale. Come primo materiale mi ha catturato la carta in diretto collegamento con quei piccoli collages che decoravano agende mie e di miei altri amici. L'acquerello e la sua evanescenza mi hanno introdotto nel magico mondo del colore e delle sue infinite sfumature. Con Dario Sanna, un altro vero fan di Frank Zappa, ho fondato in un torrido agosto del 1984 un movimento culturale a 360 grad e lo abbiamo chiamato “Sghinismo nel mondo”. Il suo logo contiene alcuni aspetti fondamentali del nostro pensare l'arte. Il punto ed una saetta morbida con puntale rappresentano infatti il modo e lo scopo della nostra espressione. L'arte fatta con il cuore che trasmetta calore e comunicazione, che connetta i linguaggi degli individui ha sempre un punto di arrivo da cui ripartire con velocità vitale; in un mondo che ha dimenticato il cuore in un cassetto, la mia espressione cerca di rimandare emozioni e sensazioni. L'altro canale di comunicazione a cui dedico molta energia è la Mail Art ( arte postale). In un circuito internazionale enorme ma sotterraneo il free media è la norma fondamentale.
Ho partecipato ad innumerevoli progetti in tutto il mondo e ne ho proposti due in collaborazione con altri amici qui in Puglia.
Anche in questo caso ironia e divertimento sono aspetti cardine di un messaggio comunicativo fantastico e mirabolante. Attualmente lavoro su vari materiali con varie tecniche. Tela, cartone, carta di riso cinese, colori ad olio ed acrilici, acquerelli ed inchiostri ad acqua.
Inoltre continuo a produrre piccoli collages e nel frattempo faccio anche il bancario.
Ecco è tutto. GOODBYE FRANK, LOVE ALWAYS.


Pierpaolo Limongelli

23.2.16

Recensione di Romina Guidelli


Prometeo Terreno
Pierpaolo Limongelli
    C.A.O.F.
Roma 22 e 23 Gennaio 2016

Limongelli utilizza il linguaggio figurativo come un mezzo astratto: taglia strisce di testo, seleziona e incornicia immagini. Dalla sovrapposizione dei segni e delle figure elaborati graficamente, si circoscrivono frazioni di frasi esatte o tratti salienti di un preciso particolare di un'immagine, elementi che subiscono fenomeni di gigantismo o riduzione estrema, finché un nuovo ordine, stabilito dall'artista, non li rende messaggio. Un fenomeno di essensalizzazione che procede nel caos delle forme stampate: sovrapposte, ripetute, concentrate all'interno dello spazio dell'opera fino ai limiti estremi del supporto, con un ritmo incalzante che mima il tempo convulso del più spietato ambiente contemporaneo.
I temi, sempre molto attuali affrontati da Limongelli, evocano l'immagine di un Prometeo Terreno, assorto tra i frammenti di un tempo veloce, complesso, accecante... ingannevole; eppure quella stessa velocità lo rende carico di divina energia vitale che si palesa nei brillanti colori scelti.

Le diverse sezioni delle numerose immagini inserite nell'opera, costruiscono un codice di simboli che evocano memoria e riflessione. Il collage diventa scheggia d'istante.

Questo Prometeo sceglie di godere dell'abbagliante caos, eccitato perché incredibilmente vivo.
Pierpaolo Limongelli Prometeo, urla e corre. Abbiatene CURA.

Romina Guidelli

Articolo di Gilda Camero


'Human Nature',
la fiducia nell'uomo
 
L'esposizione, fino al 2 luglio, di Pierpaolo Limongelli
e Alfonso Caccavale con opere singole e lavori realizzati insieme
 
Hobbes o Seneca? Homo homini lupus (l'uomo è un lupo per l'uomo) o l'uomo è una cosa sacra per l'uomo? E' uno dei dilemmi che sicuramente farebbe impallidire anche il dubbioso per eccellenza Amleto e che da sempre divide non solo i filosofi Cchi punta sul egoismo.come condizione insita nell'uomo e c'è chi invece vede i lati positivi. Su questo secondo aspetto e sul recupero dei rapporti umani, sempre più a rischio grazie al predominio del virtuale si muove e riflette, senza implicazioni di carattere filosofico, la mostra Human Nature, in cui saranno esposte le opere, ispirate a questo tema, realizzate sia singolarmente che insieme da Pierpaolo Limongelli e Alfonso Caccavale, in programma da stasera (l'inaugurazione è prevista alle 19) e fino al 2 luglio nella sede della Banca del tempo a Bari (via Giandomenico Petroni, 33 )

"Sul tema della mostra" - ci dice Pierpaolo Limongelli - ''ho iniziato a fare dei lavori nel 2008 e nel 2009 è nato il connubio artistico con Alfonso. Ci eravamo riproposti, appena fosse stato possibile, di poter agire insieme e l'occasione è nata proprio grazie alla Banca del tempo che punta molto sulle relazioni umane. E così
ho coinvolto Alfonso su questi temi facendogli fare delle opere di rielaborazione digitale e Ipoi lavorando insieme, usando la stessa tecnica. Volevamo si esprimere un messaggio nostro, dire attraverso l'arte,
cosa pensiamo della natura umana. Mi rendo conto che detto così può sembra megalomane, ma una visione personale può essere data, per quanto limitata. Per noi - ha aggiunto l'artista - è un messaggio positivo, all'essere umano e alla natura dell'essere al umano. Anche perché ripeto, trovandoci nella Banca del
Tempo, presieduta da Serafina Gelao che ringraziamo per la disponibilità, che vuole rivalutare i contatti umani, ricostruire la voglia di stare con gli altri in maniera attiva e non passiva, riprendere il 'restiamo umani' di Arrigoni e Baldoni è proprio in questo senso, un modo per darci la forza di resistere ad una dissoluzione dei
rapporti umani stessi che, nella contemporaneità, è evidente. Un modo per scongiurare l'imbarbarimento. Un'altra cosa che mi ha generato suggestioni e spunti è stata la mostra notevole L'uomo senza qualità al Margherita la cui, visione è totalmente al contrario, molto pessimista, con al centro uomo travagliato, molto malinconico, molto cattivo. Queste sono state le mie sensazioni e una delle opere nasce proprio da due foto che ho scattato a quella esposizione. La nostra, in generale, non vuole essere una risposta a quella, ma rappresenta un altro sguardo sulla natura
umana, una diversa angola
zione. Il mischiare, il riprendere immagini completamente rielaborate, è anche un modo di rielaborazione di quello che vedi, che ti colpisce e che rientra nel discorso del post-moderno in cui tutto si rivede, si riscrive. A me e ad Alfonso interessa che arrivi un messaggio di positività. In occasione dell’inaugurazione abbiamo anche previsto una particolarissima performance che, senza svelare molto, nella prima parte è legata profondamente al progetto di riciclo dei materiali anche nel fare arte. La seconda parte sarà affidata al musicista Francesco Massaro ( crackle box clarinetto contralto) farà da soundtrack della nostra  azione e poi si esibirà da solo. Al termine del suo intervento live – ha concluso – saremo pronti per la terza fase della performance. Anche questa sarà una sorpresa in cui il pubblico, diventerà protagonista”
Gilda Camero
 
Giovedì 23 Giugno 2011   BARISERA



Recensione di Nicoletta Consentino



 
Non guardo più la tivvù
Dal 11/10/2009 al 22/11/2009

Se volessimo inquadrare Pierpaolo Limongelli in una corrente o in un movimento, potremmo senza indugi fare riferimento a Fluxus: non un vero movimento, né un gruppo codificato, nel quale però si identificano quegli artisti che, a partire dagli anni ’60, hanno cercato di abolire i confini fra artefice e pubblico e fra arte e vita, rivendicando l'intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari, e realizzando eventi o assemblaggi che traggono spunto e materie dal quotidiano.

I collage di Limongelli, che riutilizza immagini, materiali, ritagli, scarti di altri lavori per ricombinarli e ristrutturarli in un nuovo orizzonte, talvolta sorprendente, assumono una certa valenza sociale ed ambientale: sono opere “di riciclo”, contro lo spreco cui oggi il mondo è ormai abituato. Limongelli smembra e ricompone, ripensa, rifà, incolla, mette da parte, riprende in un secondo momento, lasciandosi trascinare da nuovi stimoli, scaturiti da un accostamento prima non pensato, dal particolare di una foto prima non notato, dalla rivista caduta per terra, dalla vecchia cartolina dimenticata in un cassetto. C’è una forte casualità nel suo lavoro,  e spesso è l’opera che, nel suo farsi, suggerisce all’artista quale elemento inserire, quale colore utilizzare.
Limongelli è sempre stato affascinato dalla possibilità di poter ridare senso e contenuto a cose ed oggetti che ormai hanno perso il loro significato originario, che non servono più e che così vengono a riacquistare una nuova “vita”: è il caso dei vecchi cd, presi a simbolo della musica o delle immagini che di solito contengono, i quali, ormai inutilizzabili, ben si prestano a diventare parte di un’opera nuova, diversa. La dimensione musicale è molto presente nel lavoro di Limongelli che, nato nel ’59, ha avuto modo di immergersi e nutrirsi di essa, subendo un’influenza profonda che riemerge oggi nelle sue opere: ed ecco, oltre ai cd, sagome antropomorfiche che contengono in sé i resti di uno spartito musicale, ma anche fotografie di cantanti famosi, contemporanei o che hanno fatto la storia della musica. Sono immagini riconoscibili da chiunque, ormai icone della società in cui viviamo, seriali, codificate, e per questo comunicano.
In ogni caso tutto, in Limongelli, è “comunicazione”: a partire dall’uso del colore, considerato quasi emozione da trasmettere. Il colore può essere sfondo o coprire parzialmente i ritagli e le carte che compongono l’opera, gli accostamenti possono essere armoniosi o dissonanti, ma sempre devono dare sensazioni, siano esse positive o meno.
Altro elemento importante e quasi sempre presente in questi lavori, caratterizzati da una sottile vena ironica sfociante dall’unione di titolo, colore, brani di immagini, è la parola scritta, che suggerisce e completa, a volte spiega l’opera, altre la rende più enigmatica, lasciando allo spettatore il compito di estrarre un significato da ciò che vede. La parola può essere aggiunta dall’artista, o trovarsi nelle sagome ritagliate: è un vedo/non vedo delle parole, finite ed infinite, che si lasciano completare ed interpretare. Chi guarda è spinto a cercare un nesso logico tra le lettere stampate che fanno capolino tra le forme e le forme stesse, può viaggiare con la fantasia, immaginare una storia, completarla, cercarne il filo conduttore, il senso “nascosto”, e tirarlo fuori, tirarsi fuori, ritrovare sé stesso.
E’ quest’interazione con l’opera, questo rapporto che può farsi intimo e personalissimo, che per Limongelli è più importante di tanti elogi. 

Nicoletta Consentino

I watch tv no more


I watch tv no more
Personal exhibition
11th of October /  22nd of November 2009

I’m a self-taught visual artist; since 1987 I’ve been among the countless nodes of the large international network of Mail Art. Mail Art is a free and participative expression that definitely, has in its focal point the relationship and collaboration among the people involved.
Mailartists propose projects in which there are no jury, no payments and no awards and all the received works are accepted and showed in the case of an exhibition. However, they are included in the documentation that is issued at the end of the project.
From the Mail art experience I’ve received a lot of impulses as in a neuronal net, that converge step by step in my expressive and aesthetic research.
The pursuit of making my life art and my art life.
Through the works that are being showed from the 11th of October to 22nd of November 2009 at the organic wine farm Sgubin in Scriò, in the province of Gorizia in northern Italy, I‘ve expressed myself about some important topics of my life and of social life. First basic topic is my passion for listening to music in its varied expressions. I’m a great music consumer and music appears in my works in different ways, as written on the score, singers’ images or with recycling use of cd devices that I re-use in its circularity as decentralized centre of the work.
Second basic topic is to recycle. I create collages. I re-use newspapers, corrugated cardboards, boxes, labels, pieces of fabric and others to give a new sense to things that is waste, with no value.
There are 25 works, 21 created by recycled corrugate cardboards and 4 made of tracing paper.
Two clusters of 4 works were intended for other previous projects, precisely 4 for the cover of a compact disc by “Barrio de Tango Ensemble”, and 4 for the collective exhibition “Ventiperventi” held in Naples June-July 2009, arranged by Linedarte- Officina Creativa.
In the majority of my collages I use Italian and English words. Textual language gives me the opportunity to express complete ideas and emotional evocations at the same time and also makes the audience freely imagine stories and paths . In brief “ a blessed unrest” , as said by the famous North American choreographer Martha Graham, permeates my life and my works give you a coloured sign of it.
Moreover, there are other topics like environmental ones and pacifist and nonviolent ones.
The work “I watch tv no more” that gives the title to the exhibition is a precise position on the current use of television whose cultural standards are kept, I believe, intentionally at a low level and addressed only to few people’s profit. An open mind will free us from this barker and in the same way, we need to buy products from the Fair Trade if we really want to help southern people.
So I’m very please to exhibit my works in a farm that produces wine from organic grapes and where it will be possible to eat good courses from organic foods.
Finally I’m very happy to stay with the friends of Realtà Non Ordinaria that I thank with joy. Hurrah RealtaNO.



Pierpaolo Limongelli  visual artist 

Non guardo più la TV

Non guardo più la TV – 
mostra personale a Scriò –
11 ottobre/ 22 novembre 2009

 Sono un artista visuale,autodidatta,dal 1987 sono uno degli innumerevoli nodi del grande network internazionale della Mail Art. La Mail Art è una espressione libera e partecipativa che, decisamente, pone nel suo centro focale la relazione e la collaborazione tra le persone che ne sono coinvolte. Nei progetti creati dai mailartisti non esistono giurie, né pagamenti, né premi e tutte le opere ricevute vengono esposte, quando c’è un’esposizione, o comunque immesse nella documentazione che viene prodotta al termine del progetto. Da questa esperienza dell’arte postale ho ricevuto tantissimi impulsi,come in una rete neuronale, che pian piano si sono convogliati nella mia ricerca espressiva ed estetica. La ricerca di rendere la propria vita arte e l’arte la propria vita. Nelle opere che saranno esposte dall’11 ottobre al 22 novembre presso l’azienda vitivinicola biologica Sgubin a Scriò, mi esprimo su alcuni temi importanti della mia vita e della vita sociale. Primo tema fondamentale è la mia passione per l’ascolto della musica, nelle sue varie espressioni. Sono un grande fruitore di musica, la quale appare nelle mie opere, in varie forme, da musica scritta su spartito ad immagini di cantanti, all’uso riciclatorio del supporto cd riutilizzato nella sua circolarità come centro decentrato dell’opera. Secondo tema fondamentale è il riciclo. Facendo per lo più collages, riutilizzo giornali, cartoni,etichette,scatole, pezzi di stoffa ed altro per dare un senso nuovo a ciò che sarebbe ormai un rifiuto, cioè senza più alcun valore. Le opere sono venticinque, di queste ventuno le ho realizzate su cartone riciclato, le altre quattro su carta da ricalco. Due gruppi composti da quattro lavori sono stati realizzati per altri progetti precedenti; quattro per la copertina di un cd del “ Barrio de Tango Ensamble” e quattro per l’esposizione collettiva “Ventiperventi” che si è tenuta a Napoli tra giugno e luglio di quest’anno organizzata da Lineadarte-Officina Creativa. In molti degli altri lavori utilizzo parole italiane e inglesi. L’uso del linguaggio testuale mi permette di esprimere sia concetti compiuti che evocazioni di emozioni diverse,ma dà anche al fruitore la possibilità di immaginare percorsi e storie nella massima libertà. In sintesi una benedetta inquietudine, come ebbe a dire Martha Graham, la famosa coreografa statunitense, pervade la mia vita e di ciò le mie opere vi danno un segno colorato. Inoltre ci sono altri temi,come quello ambientale e quello pacifista e non violento.
Il lavoro “Non guardo più la tivvù” che dà il titolo alla mostra è una precisa presa di posizione contro l’attuale utilizzo del mezzo televisivo che, secondo me, è volutamente di basso livello culturale ed indirizzato al profitto di poche persone. Liberarsi da questo imbonitore è doveroso per avere una mente aperta; allo stesso modo comperare prodotti equo-solidali è necessario per dare un vero aiuto alle popolazioni del Sud del mondo. Sono, quindi, ben contento di poter esporre i miei lavori in una azienda che produce vino da uve coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica dove si potranno mangiare, anche nel giorno della inaugurazione della mia mostra, buoni piatti realizzati con prodotti da agricoltura biologica. Sono,inoltre, ben felice di essere ospitato dagli amici di Realtà Non Ordinaria a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per l’ospitalità concessami. Viva RealtaNO.
Pierpaolo Limongelli artista visuale

7.1.16

In quella milonga






In quella milonga
colorata di giallo
e verde e oro
mi ha trascinato
nel meraviglioso
vortice di una
danza sensuale,
sono rinato sulle
sue cosce ardenti.