24.2.16

Recensione di Antonella Di Giulio


Retro/Visioni
– mostra personale a Monopoli –
Osteria Vigna del Mar – ottobre 2001- febbraio 2002

Pierpaolo Limongelli è nato a Bari nel 1959 dove ha abitato fino al 1996. A parte qualche attività sportiva nella squadra di pallacanestro della sua scuola, il liceo-ginnasio Quinto Orazio Flacco, gli interessi che hanno occupato la sua adolescenza sono stati legati alla musica, in particolare quella che verso la fine degli anni settanta affluiva copiosa dal mondo anglosassone ed oltreoceano ascoltando e, a volte collaborando con propri nastri registrati, a trasmissioni radiofoniche locali. Ma interessante per la sua formazione è stata anche la sua partecipazione ai movimenti democratici e non-violenti che i quegli stessi anni tentavano di elaborare nuovi contenuti sociali e politici per generazioni passate e a venire.
L'approccio all'espressività comunicativa si presenta tardivamente quasi certamente come risultato di un lungo periodo di ricerca non solo all'interno di sé, per scoprire la vera essenza dell'essere, ma anche per affrontare e capire la necessità che abbiamo di comunicare con gli altri nei vari stadi della nostra esperienza di socialità.
Significativa è a questo proposito la sua partecipazione a tantissimi progetti nazionali ed internazionali di Mail Art, cioè Arte Postale e l'organizzazione di alcuni progetti di Mail Art qui in Puglia.
Nel 1995 a Polignano a Mare nella Galleria Pino Pascali ( ex chiesa di Santo Stefano) ha tenuto una mostra di suoi lavori intitolata “ In memoria del Duca delle Prugne”, un omaggio a Frank Zappa.
Da qualche anno vive a Monopoli dove gestisce un piccolo laboratorio artigianale di manufatti in cuoio.

I colori e le forme sono le materie prime che compongono l'immaginario figurativo dei suoi lavori. Una forma di comunicazione che non sempre riesce ad articolarsi in messaggi ben strutturati e consequenziali poiché il punto di partenza come quello di arrivo è l'ascolto di quanto di informe e confuso l'anima raccoglie. Infatti molto vasto è il dominio dell'interiorità che si plasma sulla realtà che ci circonda alimentandosi dei piccoli quanto dei grandi passaggi che compiamo nel cammino di sempre. A volte sono alcuni ritagli di questa realtà, non sempre facile da interpretare o almeno da capire, a svelarci il senso della nostra esperienza.
Così il messaggio del collage è contemporaneamente quello di non lasciarci sfuggire nulla dei molteplici significati dell'esperienza, del “tutto inglobare”, ma anche di iniziare la propria comunicazione proprio da ciò che è ormai stato scartato, eliminato o finanche consumato.
A noi tutti è noto quanto il messaggio della vita “attiva” sia quello della scelta, della selezione che sa come scartare l'inutile, il brutto, il semplice, il banale. Dunque creare con le parole, i suoni, le immagini, gli oggetti è atto attivo di sviluppo della “bellezza” secondo i canali personali e della storia.
Ma spesso la bellezza può essere soltanto un'idea di un qualcosa che abbiamo già “passato” al mondo e il reinventarla ci richiede di uno sforzo creativo che non si è riconcesso a richiesta.
E allora, forse diventa più necessario riportare e trasportare quella molteplicità dei frammenti, dei ritagli di forme e delle macchie di colore, dei rumori che passivamente sono riflettute nei nostri sogni, che affollano la nostra immaginazione e che ingenuamente crediamo di riconoscere come nostre, nella vita di tutti i giorni.
In questa mostra intitolata “Retro/Visioni” sono raccolti che appartengono a diversi momenti e a diversi luoghi in cui si riflettono diversi immagazzinamenti di sensazioni ed anche la ricerca di nuovi materiali da mescolare con il colore che rimane sempre il principale ingrediente dei dipinti.


Antonella DiGiulio


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